Vittorio Emanuele III- Odio smisurato tra Vittorio Emanuele e Maria Gabriella?

La famiglia Savoia, o meglio la famiglia di Vittorio Emanuele di Savoia, il pretendente al trono d’Italia, figlio di Umberto secondo, s’è riunita al santuario di Vicoforte per pregare sulla nuova tomba (fino a cinque giorni fa lui era sepolto ad Alessandria d’Egitto, dove era in esilio, e lei a Montpellier) dei nonni di Vittorio, re Vittorio Emanuele III, il re delle guerre, del Fascismo, ma anche del suffragio universale e il voto alle donne, e della regina Elena, “l’angelo del terremoto“, come la chiamarono quando arrivò a portare personalmente soccorso dopo il terremoto di Messina del 1908.
Mentre Vittorio Emanuele, sua moglie Marina e il loro figlio Emanuele Filiberto avevano fatto domanda sia per Vittorio Emanuele III e la regina Elena, ma soprattutto per Umberto I e la moglie Maria José (sepolti a Hautecombe) perché fossero sepolti al Pantheon e hanno rifiutato qualsiasi altra sistemazione («O lì, o è meglio che restino dove sono»), la principessa Maria Gabriella a loro insaputa ha domandato al Presidente della Repubblica (ottenendola) la traslazione delle bare nel santuario di Vicoforte, vicino a Cuneo. Ed è così che le salme sia della regina, che, come detto, era sepolta a Montpellier, sia del re, sepolto ad Alessandria d’Egitto, sono ora al santuario di Vicoforte.
La polemica per il Pantheon per alcuni storici si risolve in un’unica osservazione: se è vero che i sovrani morti sul suolo italiano, ossia quando erano ancora regnanti, sono al Pantheon, è anche vero che Vittorio Emanuele III° non firmò il decreto di stato d’assedio contro la marcia su Roma, avvallò le leggi razziali nel 1938 e le guerre d’aggressione, quindi scappò all’estero, abdicando a favore del figlio Umberto (il re di maggio), lasciando dietro di sé un’Italia distrutta dalla seconda guerra mondiale. «Perché meriterebbe di stare sepolto accanto a Raffaello?», si domandano. Perché è la storia d’Italia e perché di fronte al fascismo e al nazismo il re è stato più una spina nel fianco che un alleato.
La beffa per Vittorio Emanuele è poi quella di aver saputo dai media che la salma di suo nonno stava arrivando a Vicoforte, pare addirittura da Intenet, guardando il telefonino.
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